azienda agricola kurtin testo abitare / rigenerazione

 

programma: progetto preliminare e studio di fattibilità interno comparto; progetto definitivo corte interna

cliente: azienda agricola kurtin

autori: sophia los, gianluca rosso, filippo piovene (seconda fase)

collaboratori: giovanni baron, davide de franceschi, andrea marin (strutture)

luogo: cormons (GO) – italia

stato: in corso

 

 

Il progetto coinvolge lo studio dal 2017, affrontando la ridefinizione generale dell’intero complesso (2017), poi soffermandosi in una prima fase di interventi sulla corte interna, legata alla produzione (2020). Il progetto è un work in progress che si adatta, attualizzandosi, rispetto alle esigenze e possibilità emerse nel tempo.

L’azienda vinicola Kurtin è nata come azienda agricola, a partire da una casa in pietra – ora demolita – e annessi agricoli che via via, nel corso del tempo sono stati integrati da ampliamenti successivi.

E’ particolarmente affascinante arrivare da valle lungo una strada costeggiata da filari di vite contornati dai boschi e scoprire in cima alla collina l’azienda Kurtin. Una quercia secolare – come un guardiano – ferma lo sguardo e accompagna l’ingresso alla cantina. Il progetto prevede di rinforzare alcuni elementi già presenti nel sito, ma poco visibili, quasi fossero in attesa di essere disvelati.

Innanzitutto si ha l’impressione di entrare in un borgo. Questa sua dimensione articolata e non di oggetto è diventata il tema centrale del progetto. Il  progetto svolge questo tema organizzando tre “piazze” circondate da edifici: la corte produttiva a est, la corte ricettiva con belvedere a ovest, collegata tramite scale con una terza corte posta a livello inferiore.

Osservando i borghi, castelli e rocche caratteristici del Collio troviamo alcuni elementi ricorrenti: piccoli insediamenti posti in cima a colline e torri che si radicano sul pendio, come elementi verticali in contrappunto con l’andamento dolce delle colline e della campagna.

Ecco che a valle, una torretta sarà l’asse verticale portante del borgo e ne segnalerà la presenza. Sarà la riproposizione della vecchia casa, ancora una volta in pietra, leggermente spostata per diventare anche porta e unire la proprietà a monte con la nuova acquisizione a valle.

Costeggiando la torre si giungerà all’ingresso della cantina, caratterizzata da volumi prevalentemente bassi e orizzontali, molto semplici, bianchi, dove protagonista è il vino, non l’architettura.

Il progetto ha coinvolto Davide Charlie Ceccon nel disegno delle etichette dei vini, presentate al Vinitaly 2019, fotografie e redazione dei testi di presentazione del progetto, editato da Manuel Cuman – studio Damasco.

 

 

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