appartamento in centro storico 1 testo abitare / rigenerazione

programma: progetto e ddll ristrutturazione e interni di un appartamento in centro storico
cliente: privato
autori:sophia los
collaboratori: michela gugole, lisa modenini, cristiana rossetti, donato de pizziol
luogo: verona, italia
stato: completato 2009

 

Ristrutturazione di un appartamento all’ultimo piano di un palazzo storico. La ridefinizione delle partizioni interne è stata condotta al fine di sfruttare al massimo la superficie disponibile.
Le pareti sono a secco, in legno e quasi tutte contenitori, generando uno spazio coerente e fluido. Nel salone, una veranda prolunga lo spazio troppo ridotto della cucina.
Per questo intervento abbiamo selezionato materiali e tecnologie biocompatibili: pareti e armadi fissi in pannelli di legno tulipiè sbiancato e rovere tinto scuro con vernici all’acqua, pavimento in rovere scuro, tinteggiatura a calce, isolamento acustico in kenaf, abbinando pannelli di differente densità, bagno padronale rivestito in teak.
Riscaldamento e raffrescamento radiante a soffitto nella zona notte, a pavimento nel soggiorno per proteggere il soffitto a stucco. Mobile della lavanderia dipinto da David Riganelli.
Progettato per una giovane coppia con una bimba, l’appartamento dal 2015 ospita il padre a causa del trasferimento del figlio in una casa di maggiori dimensioni.
In quell’occasione è stato restaurato con cura il soffitto a stucco, affidato ad Andrea Ciresola.

fotografie: alberto sinigaglia

 

appartamento con terrazza testo abitare / rigenerazione

 

programma: progetto e ddll interni e terrazza

cliente: privato

autori: sophia los

con: renza mara calabrese, luca fadini, laboratorio morseletto

luogo: sommacampagna, italia

stato: completato 2009

 

Ristrutturazione di un appartamento all’ultimo piano di un palazzo storico.
I temi principali del progetto sono la parete contenitore in soggiorno e la modella zione della luce naturale tramite la creazione delle due nicchie e il cromatismo della zona notte.
Nel 2009 il lavoro è stato completato con la sistemazione del terrazzo.
Al di à del muro c’era un bellissimo parco da spiare. Questo ha ispirato l’intero progetto.
una piccola terrazza panoramica, prosecuzione all’esterno di un appartamento che ho ristrutturato nel veronese. La vista era notevole, ma poter sbirciare nel parco, oltre il muro, irresistibile. Così ho pensato a gradini che diventano piano di lavoro e lavello, evocando le scale piene di vasi nei borghi antichi, risolvendo con un unico elemento compositivo ludico e funzionale lo spazio della terrazza. Per la zona relax, immersa fra le piante, scelte con Luca Fadini, e selezionate fra le essenze antiche della campagna attorno, ho disegnato un divano-letto apribile, consentendo di prendere il sole come in barca.

fotografie: alberto sinigaglia

architettura del paesaggio in italia

 

 

programma: progetto e ddll ristrutturazione e interni studio professionale associato, logo

cliente: privato

autori: sophia los

collaboratori: anna pierantoni, christian cipriotto

luogo: padova, italia

stato: completato 2018

 

Ristrutturazione e architettura d’interni di uno studio associato a Padova. I locali, pur affacciati a sud e a nord, erano caratterizzati da un’ampia area centrale buia.
Abbiamo deciso di sfruttare l’ombra per organizzare il sistema di percorsi che distribuiscono ai diversi uffici privati e alla sala riunione, generando un contrasto tra lo spazio distributivo introverso e gli uffici molto luminosi.
Traendo ispirazione dai tessuti cangianti dipinti dal Tiepolo a Villa Valmarana ai Nani, nella sala delle Cineserie,  sono stai scelti due colori, un grigio azzurro e un tono mattone – fra loro complementari – e utilizzati a parete, pavimento e soffitto, in modo tale da produrre un effetto percettivo cangiante, una cromia dinamica e rilassante.A livello percettivo, percorrendo lo spazio, l’effetto cromatico ricorda un nastro di Moebius.
La reception è stata affidata all’arte di Federica Agnoletto – Freaks of nature, per accogliere con vivacità i clienti che spesso portano in uno studio commercialista le loro preoccupazioni finanziarie.
Il guardaroba è disegnato da Renza Mara Calabrese.
Particolare attenzione è stata dedicata all’illuminazione naturale e artificiale degli uffici, inserendo vasche con piante lungo le pareti finestrate, selezionando essenze tra quelle individuate dalla NASA per le proprietà di assorbimento di agenti inquinanti.

 

fotografie: alberto sinigaglia

 

Giandomenico Tiepolo, Sala delle cineserie, Foresteria di villa Valmarana ai nani, Vicenza, 1757. dettaglio

appartamento al mare testo abitare / rigenerazione

 

programma: progetto e ddll ristrutturazione appartamento per vacanze
cliente: privato
autori: sophia los
collaboratori: giovanni baron
luogo: sottomarina, italia
stato: completato 2017

 

Il progetto riguardava la ristrutturazione e architettura d’interni di un appartamento per vacanze. Per ottimizzare la salubrità interna, in ambiente umido, le pareti interne sono state rivestite da Calce canapa e successivamente dipinte a calce.
L’appartamento doveva essere essenziale, funzionale e vivace. I corridoi, come i vani scala e gli ingressi, sono spazi di transizione, spesso bui e disabitati. Frequentemente sono proprio gli spazi adatti per introdurre note di colore, per rendere colorata l’ombra. In questo caso ho proposto un corridoio che fosse come un’immersione nel mare. I committenti però non amavano i toni del blu e abbiamo scelto variazioni di verde.
Il corridoio è composto da armadi e porte, tutti a scomparsa.

Tavolo per la camera dei ragazzi disegnato da Davide Charlie Ceccon

fotografie: alberto sinigaglia

 

appartamento privato testo abitare / rigenerazione

programma: progetto e ddll ristrutturazione di un appartamento in centro storico

cliente: privato

autori: sophia los

collaboratori: gianluca rosso, carlo zambonin (strutture), cristian cipriotto

luogo: padova, italia

stato: completato 2018

 

Ristrutturazione di un appartamento in centro storico, a Padova. L’appartamento impostato negli anni 70 necessitava di una riconfigurazione che rispondesse alle necessità dei nuovi proprietari. Per migliorare il microclima interno – Padova è spesso molto umida – le pareti sono state isolate internamente con calce canapa, materiale naturale con ottime proprietà igroscopiche, e successivamente dipinte a calce.
Tutti i materiali perseguivano l’obiettivo di un ambiente salubre e confortevole.
La nuova disposizione planimetrica evoca la tradizione veneta di palazzo, attualizzata, articolata attorno a un salone centrale, garantendo oltre a uno spazio ampio e gradevole, anche una piacevole ventilazione estiva.

giardino e ampliamento testo abitare / rigenerazione

 

programma: progetto e ddll ampliamento e giardino

cliente: privato

autori: sophia los, luca parolin

collaboratori: carlo zambonin (strutture), marta stocco

luogo: provincia di padova, italia

stato: completato 2013-2016

 

L’intervento riguarda la riorganizzazione degli accessi, sistemazione del giardino e ampliamento di una casa in campagna di recente realizzazione, coerente con la tradizione della barchessa veneta.

Il progetto è partito dallo studio degli spazi, individuando una riconoscibile identità con riferimento ad alcune figure ricorrenti del paesaggio agrario veneto, caratterizzato dall’alternanza boschi di pianura e radure delimitate da cespugli ad alto fusto (aceri campestri, noccioli etc). L’intervento ha reso riconoscibile il pattern, intervenendo poi sul delicato tema degli accessi. Si tratta molto spesso di un tema sottovalutato che si ripercuote in una promiscuità tra spazi pubblici e privati non sempre confortevole per i proprietari. Anche qui la mancanza di una gerarchia e sequenza di spazi e di percorsi era fonte di disagio. Abbiamo spostato l’ingresso e ridisegnato la narrazione del rapporto tra strada e spazi intimi. Oltre a evitare l’attuale promiscuità distributiva, l’intervento consente di accorpare la parte servizi (ingressi, parcheggi) liberando la parte abitata da tali funzioni.

Accostato alla pompeiana di ingresso abbiamo previsto di costruire un portico aperto per proteggere le auto dalle intemperie. I due elementi, pompeiana e portico, sono separati da una parete in muratura la cui parte superiore è vetrata. I pilastri di pompeiane e portico sono predisposti per accogliere rampicanti e trasformarle nel tempo in pilastri verdi, tipici della tradizione rurale veneta.

La casa, pur disponendo di un giardino particolarmente gradevole, era introversa, rendendo poco fruibile lo spazio esterno. A tal fine abbiamo deciso di costruire un ampliamento a est, a memoria delle limonaie della tradizione. Un volume trapezoidale vetrato che si affaccia sul giardino, una sala da pranzo nel verde.  L’inserimento del nuovo volume riproporziona la facciata est, prima molto alta. La serra, affacciata a sud e a est, progettata secondo la geometria solare, contribuisce al fabbisogno termico invernale dell’edificio come serra passiva. La facciata nord, protetta e vetrata solo in alto favorisce la ventilazione naturale estiva. Il pavimento in teak è in continuità tra interno ed esterno.

fotografo: maurizio marcato (foto di copertina, n. 4, 5, 6)

https://www.lago.it/cataloghi/lago-elements-2020/

 

 

programma: progettazione e direzione lavori della cappella privata dedicata a S.Rita. Chiesa Parrocchiale di S.Maria Assunta

cliente: privato

autori: sophia los, sergio los

luogo: marostica (VI), italia

stato: completato 1993

 

Una cappella privata dedicata a Santa Rita, all’interno della Chiesa Parrocchiale di S. Maria Assunta di Marostica (Vicenza, Italia).  Il mio esordio in cantiere, quando ero ancora studentessa, la mia prima direzione lavori. Questo piccolo progetto di rinnovamento si ispira all’iconografia della pittura sacra veneziana del XIV-XV secolo e aveva lo scopo di mettere a disposizione della comunità la pala d’altare in maiolica del maestro Petucco, donata da un industriale locale come offerta votiva.

“Il nostro progetto nasce dall’idea di uno spazio lucido e chiaro, come all’interno di una conchiglia e per questo arrotondato in ogni spigolo, in cui custodire la preziosa pala che risulta così sospesa in un contesto senza dimensioni.

Un banco di legno distingue lo spazio sacro, illuminato con una morbida luce diffusa, da quello riservato ai fedeli.

Tuttavia la materia lucente e preziosa del bassorilievo si offre a noi assumendo la forma opaca e densa della terra, nella trama di un tappeto intessuto con un semplice, apparentemente ripetuto, motivo.

Come una preghiera, la lunga striscia di stoffa instaura ancora una volta quel colloquio che il banco aveva apparentemente reciso e riempie lo spazio tra uomo e Dio che la preghiera ci permette di colmare.

E se cerchiamo nella nostra memoria troviamo qualcosa di familiare nella struttura compositiva della cappella e in quel tappeto che costantemente nell’iconografia sacra avanza con timidezza verso l’osservatore, come un invito e una rassicurante promessa di dialogo e di salvezza.”

 

Tappeto d’altare ideato da Renata Bonfanti.

Foto di Giustino Chemello

Giorgione, Pala di Castelfrancco, 1503-1504 (foto da Wikipedia)

renata bonfanti – tessitura come mestiere

programma: progetto e ddll ristrutturazione negozio

cliente: negozio focus

autori: sophia los

luogo: bassano del grappa (VI), italia

stato: realizzato 1996

 

La ristrutturazione del negozio Focus è stata una grande scommessa. Laureata da poco, il proprietario, padre di un mio carissimo amico – Romano Zanon – mi ha affidato l’incarico di metter mano al negozio. Situato in piazza Libertà, a bassano del Grappa, era un punto di riferimento per porcellane e cristalli, noto in tutto il nord Italia, frequentato da un pubblico colto ed elegante. Vincolo del progetto era riutilizzare le scaffalature esistenti, diverse fra loro, e trovare, un disegno coerente che organizzasse lo spazio espositivo in modo ordinato e nuovo.

Innanzitutto ho spostato l’ingresso lateralmente, sfruttando così il piccolo portico, consentendo alle persone di soffermarsi alla vetrina e proponendo un percorso all’interno tra i diversi settori merceologici.

Accanto a pero e rovere, ho scelto tre tinte ricorrenti, come fondali all’esposizione dei prodotti, alternati a tessuti del laboratorio Renata Bonfanti. Ho individuato un sistema di scaffalature, dissociando la struttura dalla facciata, consentendo di uniformare mobili nuovi ed esistenti. Da questa prima idea, molti anni dopo, sarebbe lata la libreria “Maschera”, disegnata per Morelato.

L’illuminazione posta tra la facciata e la struttura, proposta dal proprietario, si è dimostrata una soluzione ottimale.

Quando abbiamo terminato il lavoro, il proprietario mi disse:”non ho mai capito, Sophia, se tu abbia accettato questo difficile incarico perché sei coraggiosa o invece pazza”… Il negozio è stato trasferito nel 2011, dopo 55 anni di attività, a qualche centinaia di metri, nei nuovi locali gestiti da Romano.

https://www.morelato.it/ita/designer/sophia-los

file:///C:/Users/Sophia/AppData/Local/Temp/20180220153700_Maschera_catalogo-2.pdf

 

programma: progetto preliminare, definitivo, esecutivo e direzione lavori (gianluca rosso)

cliente: università degli studi di udine

team: sophia los, gianluca rosso

luogo: udine, italia

stato: completato 2011

 

Progettare un sito archeologico è allo stesso tempo un grande onore e una notevole responsabilità. L’architettura è una disciplina innanzi tutto di ascolto, del luogo, naturale, storico, culturale, delle persone. Da quello emerge la forma, la costruzione.  Nel nostro caso, si trattava di un sito funebre, inviolabile, nel silenzio di una vita che ritorna paesaggio, il cui aspetto esteriore è in questo caso un tumulo, una collinetta che il tempo ha rivestito di erba. Non c’erano esempi analoghi, è la prima volta che viene ricostruito e reso visitabile un tumulo. Il tumulo si trova a S. Osvaldo, alla periferia sud di Udine, nella proprietà dell’Azienda Agraria Sperimentale dell’Università, prima dell’Ospedale Psichiatrico. La costruzione doveva essere di facile realizzazione e di basso costo, poco invasiva rispetto alla struttura archeologica, possibilmente poco appariscente, sicura e visitabile senza trascurare il rispetto dovuto al defunto sepolto. È nata l’idea di sollevare il suolo, aprendo una porta basculante orizzontale che diventa tetto protettivo e diffusore di luce. Quando non ci sono visite non si vede nulla, solo una superficie piegata, ritagliata nel dorso del colle, quasi un tappeto di legno. Il percorso di accesso al tumulo fa parte del progetto e introduce la visita, creando la distanza necessaria di spazio e di tempo che predispone all’esperienza dell’incontro con la protostoria. Il visitatore può esplorare il tumulo, salendoci sopra, girando intorno e infine entrando, come parte di un percorso narrativo che intreccia il sito archeologico all’ambiente in cui si trova. La superficie di legno facilita la salita e consente la seduta all’asciutto. In questo modo viene rafforzata la consapevolezza che si tratti di un volume pieno che diventa paesaggio e non di un edificio.

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Presentato al convegno nazionale AIAPP “Paesaggi e archeologie”, 7 giugno 2013  Basilica di Santa Maria Maggiore, Napoli

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il tumulo di san osvaldo

 

 

azienda agricola kurtin testo abitare / rigenerazione

 

programma: progetto preliminare e studio di fattibilità interno comparto; progetto definitivo corte interna

cliente: azienda agricola kurtin

autori: sophia los, gianluca rosso, filippo piovene (seconda fase)

collaboratori: giovanni baron, davide de franceschi, andrea marin (strutture)

luogo: cormons (GO) – italia

stato: in corso

 

 

Il progetto coinvolge lo studio dal 2017, affrontando la ridefinizione generale dell’intero complesso (2017), poi soffermandosi in una prima fase di interventi sulla corte interna, legata alla produzione (2020). Il progetto è un work in progress che si adatta, attualizzandosi, rispetto alle esigenze e possibilità emerse nel tempo.

L’azienda vinicola Kurtin è nata come azienda agricola, a partire da una casa in pietra – ora demolita – e annessi agricoli che via via, nel corso del tempo sono stati integrati da ampliamenti successivi.

E’ particolarmente affascinante arrivare da valle lungo una strada costeggiata da filari di vite contornati dai boschi e scoprire in cima alla collina l’azienda Kurtin. Una quercia secolare – come un guardiano – ferma lo sguardo e accompagna l’ingresso alla cantina. Il progetto prevede di rinforzare alcuni elementi già presenti nel sito, ma poco visibili, quasi fossero in attesa di essere disvelati.

Innanzitutto si ha l’impressione di entrare in un borgo. Questa sua dimensione articolata e non di oggetto è diventata il tema centrale del progetto. Il  progetto svolge questo tema organizzando tre “piazze” circondate da edifici: la corte produttiva a est, la corte ricettiva con belvedere a ovest, collegata tramite scale con una terza corte posta a livello inferiore.

Osservando i borghi, castelli e rocche caratteristici del Collio troviamo alcuni elementi ricorrenti: piccoli insediamenti posti in cima a colline e torri che si radicano sul pendio, come elementi verticali in contrappunto con l’andamento dolce delle colline e della campagna.

Ecco che a valle, una torretta sarà l’asse verticale portante del borgo e ne segnalerà la presenza. Sarà la riproposizione della vecchia casa, ancora una volta in pietra, leggermente spostata per diventare anche porta e unire la proprietà a monte con la nuova acquisizione a valle.

Costeggiando la torre si giungerà all’ingresso della cantina, caratterizzata da volumi prevalentemente bassi e orizzontali, molto semplici, bianchi, dove protagonista è il vino, non l’architettura.

Il progetto ha coinvolto Davide Charlie Ceccon nel disegno delle etichette dei vini, presentate al Vinitaly 2019, fotografie e redazione dei testi di presentazione del progetto, editato da Manuel Cuman – studio Damasco.

 

 

un territorio a regola d’arte testo rigenerazione / esplorare

 

 

programma: progetto multisciplinare per la definizione di linee guida a scala provinciale

cliente: confartigianato vicenza

team: sophia los (capoprogetto), sergio los, SYNERGIA, claudio bertorelli, centro studi usine

collaboratori: nico covre, elena lorenzetto,  luca parolin,  eleonora bottin, francesco dal toso, chiara dal molin , daria petucco, irene visentin 

luogo: sr11 – vicenza, italia

stato: completato 2012

 

In occasione del nuovo Piano urbanistico provinciale (PTCP), Confartigianato Vicenza ha richiesto un progetto pilota per elaborare delle linee guida strategiche rispetto allo sviluppo sostenibile, ambientale, imprenditoriale e urbano. Nel 2013, al progetto è stata dedicata una mostra dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Vicenza in occasione della Festa dell’Architettura – RI_GENERAZIONE, Basilica Palladiana, Vicenza. E’ stato scelto un brano della Strada Regionale 11 come caso di studio, unico brano di territorio per il quale il Piano Provinciale prevede la redazione di masterplan specifico. 

Le azioni:

• Perseguire la multifunzionalità del territorio, indebolendo progressivamente il carattere di strada mercato; 

• Il territorio delle  SR11 non più come elemento lineare di separazione, ma come sequenza di nodi; restituirla all’abitare, ovvero “reintegrarla” nel più ampio contesto ambientale di appartenenza. 

• Ri-costruzione di un paesaggio latente tramite la costante equilibrata interrelazione tra sistema insediativo e sistema agricolo agropolitano e periurbano 

• Attribuire ai suoli agricoli, ed alle attività connesse, un ruolo fondamentale (attualmente del tutto marginale) nel processo di riqualificazione territoriale. 

• La collaborazione sostanziale tra Comuni  ed il coinvolgimento continuo delle parti sociali  

• Attivare gli strumenti della pianificazione strategica e valutare l’utilizzo dei nuovi istituti previsti dalla legge regionale 11/04  (perequazione, credito, compensazione) a livello intercomunale 

 

 

 

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